Progetto Educativo e Piano dell'Offerta Formativa
 
 

FINALITA'
Come si legge nelle “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” (settembre 2012), essa “si rivolge a tutte le bambine e i bambini dai tre ai sei anni d’età ed è la risposta al loro diritto all’educazione e alla cura.
Essa si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza.”
Tali finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli opreratori e dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la comunità.
Come si legge nei documenti ministeriali, La Scuola dell’Infanzia “concorre, nell’ambito del sistema scolastico, a promuovere la formazione integrale della personalità dei bambini dai 3 ai 6 anni di età, nella prospettiva della formazione di soggetti liberi, responsabili ed attivamente partecipi alla vita della comunità locale, nazionale ed internazionale”; inoltre essa “deve consentire ai bambini ed alle bambine che la frequentano di raggiungere avvertibili traguardi di sviluppo in ordine alla identità, alla autonomia ed alla competenza.”
Di ispirazione cristiana, la Scuola dell’Infanzia “S.Gianna Beretta Molla” pone attenzione anche agli aspetti della vita spirituale del bambino; si propone di educarlo attraverso l’esperienza di relazioni con gli adulti e con i bambini che valorizzino tutte le dimensioni della persona. Si propone, inoltre, di promuovere l’identità personale e culturale di ciascuno, nel rispetto delle diversità individuali, colte come ricchezza e fonte di crescita per la Scuola e, per questo, elemento imprescindibile nella stesura e realizzazione della progettazione. Essa intende, infine, promuovere la capacità di progettare la propria vita nella presa di coscienza di sé e delle proprie potenzialità.

La comunità scolastica, nella sua globalità, si assume il compito di:

  • accogliere ogni bambino nella sua situazione personale e nella sua irripetibile individualità;

  • valorizzare le esperienze della vita quotidiana, in modo che i bambini percepiscano il senso di appartenenza ad una comunità;

  • proporre con gradualità e continuità esperienze significative e coinvolgenti;

  • impostare la relazione sul dialogo per far percepire al bambino di essere accolto e amato;

  • creare un ambiente educativo che si distingua per lo spirito di famiglia, il clima di allegria, l’apertura ai valori della vita, della fede e dell’amore.


  • L’educazione religiosa costituisce parte integrante del progetto educativo della Scuola; essa è volta ad aiutare i bambini a comprendere i significati profondi della fede cristiana ed è intesa come risposta agli interrogativi sul senso della vita e come scoperta dell’amore di Dio Padre negli avvenimenti quotidiani. Sarà quindi cura delle insegnanti introdurre i valori con una particolare attenzione e con la collaborazione delle famiglie, per fare in modo che le differenze non costituiscano motivo di discriminazione ma di arricchimento reciproco.
    I bambini devono potersi integrare nell’esperienza educativa della Scuola dell’Infanzia, così da riconoscersi ed essere riconosciuti come membri attivi della comunità scolastica e della società in cui vivono.
    La presenza nella Scuola di bambini di culture diverse, in situazioni di disagio o diversamente abili costituisce una significativa occasione di maturazione per tutti, che insegna a vivere la diversità come una dimensione esistenziale e stimola a ricercare soluzioni relazionali, comunicative, didattiche, organizzative che ampliano gli orizzonti.

    Ogni bambino è persona unica, portatore di una propria storia, identità e cultura, di esperienze affettive, emotive e cognitive.
    Nella scuola egli entra in contatto con altri bambini suoi pari e adulti che offrono un'opportunità nuova, diversa rispetto alla famiglia, primo luogo educativo. Il bambino quindi sperimenta diversità di genere, di carattere, di stili di vita, mettendo a confronto le proprie potenzialità e punti deboli con quelle altrui. Nella nostra scuola cerchiamo di educare alla valorizzazione delle differenze, leggendola come risorsa, possibilità di scambio, arricchimento reciproco.
    L'individualizzazione e la personalizzazione dell'offerta educativa è questione riguardante tutti i bambini, non solo gli alunni in difficoltà, come possibilità di sviluppo delle potenzialità individuali. Le insegnanti, il collegio docenti, la scuola tutta, compreso il personale non docente e il Consiglio di Amministrazione, è chiamata quindi a rispondere in modo puntuale e non approssimativo ai bisogni peculiari di ciascun bambino, ponendo particolare attenzione a quei bambini la cui specificità richiede considerazione e cure particolari.
    Gli alunni con Bisogni Educativi Speciali vivono una situazione personale che li ostacola nell'apprendimento e, talvolta, nella partecipazione alla vita sociale soprattutto là dove il contesto non facilita l'espressione delle loro capacità. ln questi casi, i normali bisogni educativi che tutti gli alunni hanno (bisogno di sviluppare competenze, bisogno di appartenenza, di identità, di valorizzazione, di accettazione) si colorano di qualcosa di particolare. Pertanto il bisogno educativo diviene "speciale" e chiede a chi educa di essere speciali, più attenti, più abili nella risposta.
    La nostra scuola si interroga su come rispondere al meglio delle sue forze a questi bambini, ai loro bisogni specifici, con l'obiettivo generale di garantire una progettazione flessibile, individualizzata o personalizzata, fino alla costruzione di Piano Educativo Individualizzato (PEI) in presenza di una certificazione medica o di una Programmazione Educativa Personalizzata (PEP).

    Le famiglie interessate vengono informate in modo diretto e riservato e coinvolte attivamente nelle diverse fasi di progettazione delle iniziative che vengono pensate a favore dei bambini, sia attraverso un percorso di conoscenza più approfondita tramite colloqui che mediante la collaborazione nella predisposizione di strumenti che possano essere utili a creare un percorso di collaborazione condiviso e proficuo.
    Questa documentazione non ha alcuna finalità diagnostica o valutativa ma vuole essere uno strumento operativo interno alla Scuola, condiviso con la famiglia, che ha la finalità pedagogica di offrire un migliore servizio a favore del bambino, della famiglia e dell’intera comunità educante.

    PROGETTAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA
    La progettazione annuale ha come riferimento le Indicazioni Nazionali vigenti ("Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione" del 2012).
    In esse sono esplicitate le FINALITA' che la scuola dell'infanzia e' chiamata a promuovere: lo sviluppo dell'identita', dell'autonomia, della competenza e l'avvio alla cittadinanza.
    Le proposte educative e didattiche attraversano in modo trasversale tutti i CAMPI DI ESPERIENZA nei quali si sviluppa l'apprendimento dei bambini, programmate per condurre ciascun bambino al raggiungimento dei TRAGUARDI esplicitati nelle stesse Indicazioni Nazionali.
    Durante il primo periodo dell'anno scolastico il Collegio dei Docenti, formato da tutte le insegnanti e presieduto dalla coordinatrice, dopo aver rilevato la situazione iniziale, elabora la progettazione educativo-didattica annuale.
    Nella stesura del progetto e' compito del collegio docenti delineare percorsi formativi adeguati e coerenti con gli obiettivi e le finalita' indicati nei programmi ministeriali, prevedendo la realizzazione di esperienze significative, attivita', modalita' e strategie di intervento che tengano conto delle diverse situazioni delle singole sezioni e attente a ciascun bambino.
    Il progetto ha una forma tale da poter essere modificato in relazione al mutare stesso della situazione generale; l'osservazione e la verifica, elementi fondamentali che orientano ogni cambiamento, quindi, sono presenti in tutte le fasi del nostro lavoro.

    La METODOLOGIA seguita per l' attuazione della progettazione si fonda su alcuni presupposti fondamentali:

  • LA VITA DI RELAZIONE : La vita di relazione, nel piccolo o nel grande gruppo, in sezione o durante l'attivita' di intersezione, con o senza l'intervento dell'insegnante, favorisce gli scambi e rende possibile l'instaurarsi di un clima sociale positivo.
  • Il GIOCO : la valorizzazione del gioco e' fondamento essenziale di tutta l'azione educativa perche' costituisce una "risorsa privilegiata di apprendimenti e relazioni". Il gioco e' la vita stessa dei bambini, e' il loro modo di essere e fare esperienza, che soddisfa molte esigenze: fare, esplorare, conoscere, liberarsi dalle energie superflue, misurarsi con se stessi e con le cose, comunicare, esprimersi, socializzare.
  • L'ESPLORAZIONE E LA RICERCA: permettono di scoprire i diversi aspetti della realta'. Sfruttano l'originaria curiosita' dei bambini per attivare il pensiero scientifico: osservare cose e situazioni, distinguere, interpretare, analizzare, porsi domande, formulare ipotesi.

    Nell’intento di valorizzare la persona come un’unità psico-fisica in un’interazione di mente-corpo-psiche-ambiente, vengono proposte esperienze di vissuto corporeo nelle quali ciascun bambino possa sentirsi coinvolto in prima persona e nella sua globalità, cioè in tutte le sue dimensioni (corporea cognitiva emotiva relazionale) in modo unitario; offrendo al bambino la possibilità di fare questo tipo di esperienze ci si prefigge lo scopo di fargli prendere coscienza di sé e della realtà che lo circonda in modo attivo, sempre tenendo presenti le finalità e i traguardi per lo sviluppo delle competenze contenuti nelle Indicazioni per il curricolo per le Scuole dell’Infanzia, che raccolgono in modo sistematico gli obiettivi riferiti alle dimensioni della persona del bambino. Si pone particolare attezione alla valorizzazione della persona come unità psico-fisica in un’interazione di mente – corpo – psiche – ambiente . Sono parte integrante delle proposte educative e didattiche tutti i momenti della giornata scolastica, ciascuno con la sua valenza formativa: la giornata comprende un’equilibrata alternanza di attività strutturate e libere ed è ritmata dai momenti dei pasti, dell’uso del bagno, del sonno.
    Particolare attenzione viene riservata alla relazione, realizzata in diverse modalità, sia tra i bambini sia tra i bambini e gli adulti.
    Durante la giornata i bambini vengono suddivisi in piccoli gruppi, anche avvalendosi di collaboratori in grado di proporre attività specifiche, per favorire la qualità della relazione educativa, mirare le proposte educativo-didattiche all’età e alle caratteristiche dei bambini, e diversificare le esperienze.
    Nella cura della relazione, particolare attenzione sarà riservata alla dimensione del TEMPO; il collegio dei docenti si impegnerà a ricercare costantemente l’equilibrio all’interno della giornata scolastica, tra le attività non strutturate, la routine, la vita di sezione, gli apprendimenti più specifici favoriti nei laboratori per fasce d’età, nella consapevolezza che ogni momento – e non solo quelli maggiormente strutturati – se pensato con finalità educative, può consentire che accada ciò che favorisce la crescita. I bambini devono poter stare dentro alle esperienze, viverle pienamente affinchè lascino un segno, e avere il tempo per rielaborarle.
    Sarà importante offrire stimoli, suscitare domande, interrogativi, creare contesti, per poi lasciare spazi di creazione e di rielaborazione personale e collettiva, accompagnando e sostenendo i bambini nelle loro scoperte e conquiste.
    Le insegnanti operano SCELTE METODOLOGICHE che indirizzano le proposte educative e didattiche: predispongono di un ACCOGLIENTE E MOTIVANTE AMBIENTE di vita, di relazioni e di apprendimenti, stimolano ESPERIENZE DIRETTE di contatto con la natura, le cose, i materiali, usano materiali e strumenti che favoriscano la costruzione di competenze, all’insegna della CREATIVITÀ e della LIBERTÀ ESPRESSIVA.

    In ogni attività, sia libera che strutturata, l’insegnante ha sempre l’indispensabile ruolo di REGIA, sempre avvalorando le iniziative dei bambini. Le insegnanti esercitano un controllo ma stimolano l’autonomia, dei singoli bambini ma anche fra loro. Quando un bambino incontra una difficoltà cercano di non dare soluzioni, così da aiutarlo a risolvere i problemi in modo autonomo.

    I bambini, a maggior ragione quelli in situazione di handicap, devono potersi integrare nell’esperienza educativa della Scuola dell’Infanzia, così da riconoscersi ed essere riconosciuti come membri attivi della comunità scolastica e della società in cui vivono.
    La presenza nella Scuola di bambini in situazione di disabilità o di disagio costituisce una significativa occasione di maturazione per tutti, che insegna a vivere la diversità come una dimensione esistenziale e stimola a ricercare soluzioni relazionali, comunicative, didattiche, organizzative che ampliano gli orizzonti.
    Verranno proposte delle esperienze di vissuto corporeo nelle quali ciascun bambino possa sentirsi coinvolto in prima persona e nella sua globalità, cioè in tutte le sue dimensioni (corporea cognitiva emotiva relazionale) in modo unitario; questa è la modalità con cui il bambino interagisce con il mondo che li circonda; con questa modalità ci si prefigge lo scopo di far prendere al bambino coscienza di sé e della realtà che lo circonda in modo attivo.
    Particolare attenzione verrà posta alla promozione di legami cooperativi, alla gestione degli inevitabili conflitti indotti dalla socializzazione. Sarà favorito il lavoro di gruppo, all’interno del quale poter partecipare ad attività che presuppongono momenti e fasi in comune con altri con cui realizzare un obiettivo comune.
    Questo aspetto è particolarmente significativo se pensiamo che tra le finalità che la scuola dell’infanzia si pone, accanto alla promozione dello sviluppo dell’identità, dell’autonomia, delle competenze, è presente anche lo sviluppo del senso della cittadinanza, inteso come scoperta degli altri, i loro bisogni e la necessità di gestire i contrasti attraverso regole condivise, che si definiscono attraverso le relazioni, il dialogo, l’espressione del proprio pensiero. L’attenzione al punto di vista altrui, il primo riconoscimento dei diritti e doveri; significa porre le fondamenta di un ambito democratico, eticamente orientato.
    la VERIFICA delle proposte educative e didattiche programmate e realizzate si svolge attraverso il confronto e la discussione negli incontri collegiali.
    La VALUTAZIONEdei percorsi individuali di ciascun bambino si costruisce tenendo conto delle osservazioni dei comportamenti dei bambini nei diversi momenti della giornata, delle conversazioni libere e guidate,delle caratteristiche degli elaborati individuali.
    L’itinerario compiuto diventerà visibile e condivisibile attraverso la DOCUMENTAZIONE, al fine di rendere partecipi le famiglie e di raccogliere il percorso formativo per orientare la futura attività.

    PERCORSI DIFFERENZIATI PER I BAMBINI DI TRE, QUATTRO E CINQUE ANNI
    I bambini di tre, quattro e cinque anni presentano bisogni, caratteristiche e competenze diverse; per questo saranno individuati percorsi differenziati per le tre fasce d’età che tengano conto di queste esigenze. La presenza di due insegnanti in ogni classe assicura una differenziazione delle attività suddivise in fasce di età.
    Per rispondere al bisogno dei bambini di tre anni di conoscersi, riconoscersi e di vivere esperienze nuove, verranno loro proposte soprattutto esperienze manipolative, che permettano al bambino di misurarsi con i materiali, provare sensazioni diverse, scoprire giochi possibili, e esperienze di vissuto corporeo, che permettano di sentire la realtà fisicamente, di riconoscersi come unità corporea, di percepirsi in uno spazio; queste esperienze sono finalizzate a sperimentare sensazioni ed emozioni, in modo da favorire la consapevolezza di sé e delle cose. Per questo ai bambini di questa età non è sempre richiesta una “produzione” o un’elaborazione grafica di quanto vissuto, in quanto, lo scopo è la sperimentazione in sé che genera conoscenza spontanea.
    Ai bambini di quattro anni verranno proposte esperienze di vissuti legati alla sfera emotiva e cognitiva, sempre attraverso azioni concrete. Il percorso dei bambini di quattro anni terrà conto del loro bisogno di conoscere, scoprire e organizzare i mezzi per conoscere la realtà, che si esprime con il costante rapporto attivo con le cose, che dà vita a giochi e modalità espressive sempre più ricche, che si manifestano nel gioco simbolico (fantasticare ed inventare situazioni) e nel disegno.
    Anche per i bambini di cinque anni verrà mantenuta la modalità della proposta dell’esperienza, con l’attenzione, però, che il suo sviluppo diventi la possibilità per conoscere ed interiorizzare concetti e operazioni logiche. Per rispondere al desiderio di allargare le proprie conoscenze e di intervenire in modo creativo, verranno predisposte delle situazioni in cui essi potranno inventare, progettare e costruire, attività che aiutano l’organizzazione del pensiero e favoriscono la costruzione del simbolo, fondamento della letto-scrittura.
    Verranno proposte esperienze pregrafiche a partire da un’esperienza motoria globale con particolare attenzione al rapporto spaziale, abituando il bambino gradualmente ad uno spazio grafico sempre più piccolo.
    Per favorire il padroneggiare operazioni logiche legate alla temporalità e alla causalità verranno proposte la verbalizzazione di esperienze, la ricostruzione di pezzi di storia personale legate al vissuto.
    Particolare attenzione deve essere dedicata ad una adeguata stimolazione del linguaggio, ora più strutturato, attraverso la verbalizzazione di produzioni, lettura di immagini, interviste, racconti, ricordi.
    Tutto ciò va a porre le basi (pre-requisiti) per la futura acquisizione delle abilità della lettura e della scrittura.
    Tutti i bambini, piccoli mezzani e grandi, e della sezione primavera faranno un percorso psicomotorio, nel quale potranno esprimere attraverso il corpo le proprie emozioni in uno “spazio magico”.

    Tutti i bambini verranno coinvolti nel corso dell’anno in percorsi specifici di Insegnamento della religione cattolica.

    Per i bambini grandi verranno strutturati momenti specifici per il consolidamento dei prerequisiti in preparazione alla scuola primaria (abilità linguistiche, abilità metafonologiche, attività di pregrafismo, di prematematica, ipotesi di lettura e scrittura); la trasposizione grafica sul “quadernone” sarà la tappa conclusiva di esperienze corporee e verterà su tutti gli aspetti sopra indicati per i bambini dell’ultimo anno.

    Un altro laboratorio sarà quello in cui, a partire dalla lettura di una storia tutti i bambini piccoli, mezzani e grandi divisi in gruppi per fasce di età verranno coinvolti in attività di rielaborazione creativa del racconto utilizzando i cinque sensi.

    Avvalendoci della collaborazinoe di un genitore della scuola, insegnante presso la Scuola Helen Doron, si proporrà un percorso di Inglese che, con cadenza mensile, coivolgerà tutti i bambini piccoli, mezzani e grandi da ottobre a maggio. I bambini, attraverso attività ludiche, conosceranno, ad ogni incontro, il vocabolario base per cogliere il filo logico della storia che verrà poi raccontata. Questa proposta ha la finalità di aprire all’incontro con nuovi mondi e nuove culture familiarizzando con una lingua straniera e i suoni che la caratterizzano.

    Tutti i bambini piccoli, mezzani e grandi parteciperanno al “gioco del dipingere”: all’interno del “clouslieu”, organizzato secondo il metodo di Arno Stern, un “Praticien” condurrà il laboratorio di pittura dove i bambini condivideranno il piacere di dipingere in un armonico equilibrio tra regole e libertà, tra eccellenza ed atti spontanei con assenza di giudizio.

    Oltre alla valorizzazione del giardino della scuola, in cui è presente un orto, con attrezzature e strumenti idonei a favorire le espereinze educativo-didattiche a contatto con la natura, alla predisposizione di uscite didattiche sul territorio e gite secondo le finalità su esposte, al fine di poter portare avanti con continuità in tutto il corso dell’anno un percorso nella natura con la natura, abbiamo predisposto uno spazio apposito, al piano superiore, con terrazzo attiguo, nel quale i bambini potranno partecipare ad un vero e proprio laboratorio Natura, dove poter fare esperienze dirette a contatto con essa.

    Un’insegnante esterna propone, nella nostra scuola e in orario scolastico, un progetto di introduzione alla musica per tutti i bambini, suddivisi in gruppi per età.

    Sono previste durante il corso dell’anno uscite didattiche inerenti il progetto educativo-didattico in particolar modo per i bambini mezzani e grandi, mentre alla gita di fine anno parteciperanno anche i bambini più piccoli.

    CONTINUITA' EDUCATIVA
    La continuità educativa assume due dimensioni:

  • orizzontale: prevede un sistema di rapporti tra la Scuola e le altre istituzioni per valorizzare le risorse presenti nelle famiglie e nel territorio
  • verticale: prevede il raccordo con i serzizi educativi di provenienza (asili nido, ludoteche, sezioni primavera) e con la Scuola primaria.

    In quest’ottica particolare valore assume il progetto di raccordo con la sezione primavera integrata alla Scuola dell’Infanzia, con la quale viene strutturato un percorso specifico finalizzato a favorire il passaggio graduale dei bambini della sezione primavera alla Scuola dell’Infanzia.

    COLLABORAZIONE SCUOLA-FAMIGLIA
    Le famiglie fanno parte a pieno titolo della comunità scolastica; sono valorizzate, all’interno della scuola, per le risorse di cui sempre sono portatrici; la scuola favorisce occasioni di incontro tra genitori con l’intento di costruire rapporti di fiducia e legami di comunità.
    La partecipazione della famiglie, che si realizza anche attraverso gli organi collegiali, è fondata sul dialogo e sulla collaborazione, ed è intesa come condivisione di responsabilità comuni nel rispetto delle competenze e specificità dei diversi ruoli.

    Per questi motivi la scuola si impegna a:

  • Informare le famiglie sul progetto educativo-didattico
  • Mantenere contatti regolari e periodici con le famiglie prevedendo incontri di scambio e confronto
  • Offrire ogni forma di collaborazione possibile con le famiglie
  • Creare opportunità di incontro tra le famiglie stesse
    La famiglia si impegna a :
  • Condividere il progetto educativo
  • Rispettare gli orari ed il regolamento della Scuola
  • Partecipare alla vita della Scuola eleggendo i propri rappresentanti e partecipando/collaborando alla realizzazione di iniziative.

    A questi scopi sono previste, durante l’anno, riunioni generali, che coinvolgono tutti i genitori, riunioni di sezione, e colloqui individuali. Tutti questi incontri sono finalizzati ad informare le famiglie sul progetto della Scuola, sulla sua realizzazione, a favorire un proficuo confronto sul percorso di crescita di ciascun bambino.
    La scuola organizza serate di formazione per i genitori, invitando esperti, per permettere l’approfondimento di tematiche educative, la condivisione e il confronto.
    Per i genitori dei bambini che inizieranno a frequentare la Scuola a settembre sono previsti degli incontri nei quali vengono date indicazioni relative all’inserimento ormai prossimo, sia dal punto di vista organizzativo (orari e modalità d’inserimento, che cosa serve...), sia relative agli atteggiamenti che la Scuola consiglia ai genitori di assumere per aiutare il bambino a vivere il più serenamente possibile la nuova esperienza della Scuola dell’Infanzia.
    La coordinatrice e le insegnanti sono disponibili ad accogliere altre eventuali richieste che dovessero emergere da parte delle famiglie. La scuola ha avviato una collaborazione con un’equipe di consulenti in campo educativo, per offrire un supporto alle docenti e ai genitori che avvertono la necessità di essere supportati nel difficile compito genitoriale.

  • Scuola dell'Infanzia "S. Gianna Beretta Molla" e-mail sc-infanziabm@libero.it
    Via Virgilio, 32 - S.Ambrogio Olona - 21100 Varese Telefono e fax 0332 229315